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Bio

Vivere una vita intensa, ricca di emozioni e sfide è sempre il mio desiderio. Desiderio che ha portato anche amarezze e delusioni ma anche tanta felicità, pazzia e spensieratezza. La mia vita è simile a quella di tanti altre persone come e me e oggi vorrrei cercare di condividerla per raggiungerli.

Sono nata sotto il segno della Bilancia e forse questo mi aiuta ad avere una propensione per la mediazione, ma soprattutto, un grandissimo senso di giustizia che purtroppo a volte mi porta anche a fare battaglie contro i mulini a vento.

Ho studiato al Liceo Classico per poi laurearmi in Relazioni Pubbliche. Sono entrata in politica a piccoli passi, partendo dall’esperienza al Parlamento Europeo, al Partito Socialista Europeo, lavorando con una donna dell’energia incredibile, ora Deputata alla Camera, Pia Locatelli.

Ho sempre amato lo sport che mi ha dato il primo lavoro, sono infatti tutt’oggi maestra di snowboard iscritta al Collegio della Provincia Autonoma di Trento.

Nel 2009, con Rosario Crocetta, conosciuto al Parlamento Europeo incomincio l’avventura siciliana. I

l ruolo di Assessore è stata una bellissima esperienza, e l’occasione di amare ancora di più questa terra:  ti confonde, ti tradisce, ti fa soffrire ma poi la ami e non puoi più farne a meno.

Credo di aver dato il mio contributo ma di aver potuto fare troppo poco.. bisogna lavorare ancora.. TANTO. E voglio continuare a farlo.

Sono stata candidata alle europee e sono attualmente la seconda dei non eletti con circa 72.000 voti.

E’ stata un esperienza bellissima, ricca di emozioni, voglia di stare tra le persone, i loro progetti, le loro preoccupazioni, le gioie e i dolori, che sono anche i miei.

Credo che abbiamo bisogno di una politica umana più di qualunque altra cosa, che non sia al di sopra delle persone ma tra le persone, come si dice in USA:

RESPECT, EMPOWER, INCLUDE, WIN

Vorrei continuare a raccontare e dibattere sui temi attuali, perchè credo che sia dato poco spazio all’analisi di problemi reali, senza manipolazioni. Credo che la ricchezza sia nelle risorse di ognuno di noi, che dobbiamo unirci e rafforzarci con la libertà di essere noi stessi, non per forza cosmopoliti, non per forza plurilaureati, ma VERI.

Se questa è la democrazia, dobbiamo avere la libertà di essere padroni con intelligenza del nostro presente.

Nasco a Bergamo nel 1981, ho un fratello e una sorella talentuosi, una nipotina dolcissima e i miei genitori: aperti e combattenti.. e non posso dimenticare una nonna granitica.

Per nessuna ragione mi divideró dal mio amico Andrea Poli.

Il mio amore si chiama Alcide, il mio piccolo Jack Russel… aspettando di sposare un principe…

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La nostra identità: Radici o Log-in

Il dibattito culturale in questo momento si pone  il grande interrogativo di come gestire il patrimonio che ci rende cittadini di questo ecosistema: l’identità.

L’identità negata, quella perduta, rubata, ricercata, che ci caratterizza nelle differenze e nell’ugaglianza.

Molto spesso rifletto sul periodo storico che stiamo vivendo e mi interrogo su quale può essere la visione del nostro avvenire sul tema dell’identità. L’avvento di internet e dei social media ha cambiato radicalmente le nostre abitudini: ciò che prima avveniva tramite strumenti “hardware” e tramite capitale umano (penso con romanticismo ai rapporti epistolari), oggi è sostituito da tempi molto celeri e dalla possibilità di osservare e partecipare contemporaneamente a diverse conversazioni; si puó essere in diversi luoghi, tra diverse persone, nello stesso momento.

Puó essere questa la base di un rafforzamento dell’identità? o forse ci allontana al punto da dimenticare le nostre radici e la storia fondante della nostra società occidentale?

Sono d’accordo con chi sostiene che la rete abbia permesso progressi straordinari: la telemedicina, l’accessibilità ai servizi da luoghi isolati, la formazione a distanza e tanti altri servizi intelligenti che hanno migliorato la qualità della vita.

Diverso quando l’accesso avviene per ritrovare una socialità perduta nella vita di tutti i giorni. Le comunicazioni diventano sempre più brevi, siamo arrivati ai video di massimo sei secondi su Vine, la fotografia sostituisce la scrittura su Instagram. La polverizzazione dei temi ci rende tuttologi e nientologi. Ma soprattutto ci priva di un fattore essenziale per una relazione di qualità: il corpo, luogo di empatia.

E allora credo che la nostra identità possa indebolirsi e si rischi di creare confusione tra vita reale e digitale, tra passatempo e approfondimento, tra rete e identità.

Tutta colpa di un log in?

No. Non credo proprio, la tecnologia fa parte della nostra epoca e ormai di una parte della nostra identità, io sono addirittura una sostenitrice dell’attribuzione di un indirizzo email alla nascita.

Sento però con forza che ha il potere decisionale, ha un ruolo fondamentale nel normare questo orizzonte e gestirlo, far crescere con intelligenza tecnologica le nuove generazioni rafforzando anche la loro cultura e capacità di critica.

Non preoccupa quanto la rete e la tecnologia possano entrare nelle nostre vite, l’importante è che si abbia l’intelligenza di governare questi processi con consapevolezza.

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