La relazione prima di tutto

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Non c’è altra realtà se non quella che noi costruiamo nella relazione.

Questa posizione epistemologica è il mio credo ed è la via maestra del mio agire nell’ambito professionale, e nello specifico ambito dello sviluppo organizzativo dei gruppi.

Ho da tempo messo in discussione il mito dell’oggettività e ho posto  l’individuo al centro della costruzione di significato, nella guida dei processi di cambiamento delle aziende o organizzazioni.

Il comportamento risultante e le azioni interne di un’organizzazione sono una   funzione delle dinamiche presenti nell’organizzazione e dell’ambiente esterno, ma emerge anche dalla narrazione e dalla cultura radicata in azienda, in quanto storia. Pertanto una bassa consapevolezza delle dinamiche interne, come delle influenze esterne, avrà come risultante una organizzazione “desensibilizzata”, incapace di adattarsi al suo ambiente in cambiamento.

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Sappiamo che essere consapevoli dell’ambiente che cambia non è sempre condizione sufficiente affinché  un’organizzazione (e la sua leadership)  intraprenda un’azione efficace. Partire dall’osservazione e valutazione dei bisogni emergenti, visti non come resistenza ma come dialettica, sta alla base di ogni successo, ma raggiungerlo è necessario un ambiente “sostenente”.

  • Le organizzazioni sono processi sociali emergenti.
  • L’ampliamento della consapevolezza ed il sostegno agli elementi emergenti sono prodromici ad una azione efficace.
  • Gli interventi efficaci sono situazionale.
  • Il cambiamento è sentire, mappare e sostenere la soddisfazione dei diversi “bisogni”.
  • L’adattamento e la sperimentazione sono fondamentali per il sostegno al cambiamento.

Gabriele Venusino



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